Davide Buzzi, cantautore e autore ticinese con oltre trent’anni di carriera tra musica, letteratura, fotografia e cinema, ha presentato in un’intervista esclusiva il suo nuovo singolo “Mykolaïv”, in uscita l’11 novembre per Pyramide Music. Il brano nasce dalle missioni umanitarie che l’artista ha compiuto in Ucraina, tra Mykolaïv, Kyiv e Kharkiv, esperienze che hanno segnato profondamente la sua vita e la sua scrittura.
Nell’intervista per Dieci Domande, Buzzi ha ripercorso le tappe principali della sua carriera: dagli esordi negli anni Ottanta in piccole band e cantine ticinesi, alla pubblicazione di cinque album e quattro libri, ai concerti in vari Paesi europei. Ha sottolineato come la sua musica, che unisce la canzone d’autore a influenze rock, nasca sempre dall’esigenza di raccontare storie, emozioni e persone incontrate lungo il cammino, senza mai chiudersi in un genere preciso.
L’artista ha ricordato le influenze che hanno modellato la sua produzione, dai grandi cantautori italiani come Pierangelo Bertoli e Ivan Graziani al rock e country americano di Bruce Springsteen. Guardando al futuro, ha confermato che “Mykolaïv” farà parte dell’ultimo capitolo della sua trilogia discografica, “Dispositivi di Segnalazione Acustica Individuale”, atteso nel 2027, e ha accennato a un progetto più leggero e ironico in lavorazione.
Buzzi ha espresso un’opinione sincera sui talent show, riconoscendone l’utilità come trampolino di lancio, ma anche i limiti nel costruire una carriera duratura. Ha sottolineato che per lui la musica resta soprattutto testimonianza, dolore e speranza, e che continuerà a scrivere finché avrà qualcosa da dire.
L’intervista restituisce l’immagine di un artista che non separa mai vita e arte, e che trova nella musica un linguaggio universale capace di raccontare tanto il dramma della guerra quanto le piccole follie quotidiane.


